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Andrea Costanzo

Mastodon – “The Hunter”: che sia questo il disco dell’anno?

Andrea Costanzo ha postato questo articolo il 30/09/2011
Featured Metal + Punk Video //

E’ interessante affrontare questo album, poco dopo aver partecipato ad una discussione sulle difficoltà, presunte o effettive dell’universo metal. Recentemente, forse anche più che con l’ultima creazione degli Opeth, mi sono ritrovato a difendere a spada tratta quest’album. E non solo, mi sono ritrovato a discutere, anche animatamente, con un inferocito manipolo di “metallari” (uso il termine in senso molto lato), che in numero crescente hanno ripudiato la band. Per motivi non sempre chiarissimi.

Lo dico subito e chiaramente, “The Hunter” è un disco che farà storcere il naso a molti eppure è possibilmente candidato ad essere uno dei dischi che ascolterò più frequentemente, quest’anno. Forse non il migliore lavoro della band, ma certamente uno dei più ficcanti. E sì, questa è la mia opinione, ma dopo averla discussa animatamente, sono convinto di essere nel giusto. Continua a leggere »

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“Strange Mercy”: l’album più bello di St. Vincent (per adesso)

Nicolò Mulas ha postato questo articolo il 29/09/2011
Audio Featured Rock + Pop Video //

«Fornite alle donne occasioni adeguate, e potranno fare tutto» diceva Oscar Wilde. E mai affermazione fu più vera ascoltando ciò di cui è capace Annie Erin Clark, cantautrice polistrumentista statunitense meglio nota come St. Vincent. Con il suo terzo lavoro, “Strange Mercy”, Annie ha definitivamente raggiunto la maturità artistica. Se con l’ esordio (“Marry me”) aveva stupito per il suo inaspettato talento compositivo, e con il suo secondo lavoro (“Actor”) aveva conquistato anche il successo commerciale (merito anche del singolo “Actor out of work”), oggi St. Vincent ha rimescolato tutte le sue carte aggiungendo al suo stile una compattezza e una padronanza del songwriting che affascinano al primo ascolto. Continua a leggere »

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Enrico Gregorio

Trent’anni dopo, ritornano gli Scream (grazie a Dave Grohl)

Enrico Gregorio ha postato questo articolo il 28/09/2011
Metal + Punk Video //

Essere adolescenti americani negli anni ottanta, adolescenti problematici, significava essere dei kids; si vestivano come punk, suonavano veloce veloce veloce, e scrivevano brani brevissimi. In quell’epoca hanno trionfato numerose band (The Adolescents, Black Flag, Husker Du per dirne alcune) e se ne sono formate altre, che partendo da quel background estetico e musicale rivoluzionarono la musica nel successivo decennio.

Gli Scream (da non confondere con la band metal The Scream) sono stati una di queste band; nati con la prima ondata puramente hardcore, hanno saputo tener duro per tutti gli 80’s, sopravvivendo all’involuzione del genere e dando vita a un percorso artistico personale e mai scontato. C’è una bella differenza infatti tra i primi brani di “Still Screaming”, canonici, e quelli del più maturo “Banging The Drum”, con canzoni come “People People” che durano anche cinque minuti e richiamano certo rock classico anni settanta nel mood sofferto della loro generazione. Continua a leggere »

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Riccardo Osti

Come sarebbe a dire “chi erano i Foreigner”? Ecco le 10 canzoni indispensabili…

Riccardo Osti ha postato questo articolo il 27/09/2011
Audio Featured Rock + Pop Video //

In appendice alla recensione del doppio album commemorativo del trentacinquesimo anno di attività dei Foreigner, sembra giusto ripetere, sebbene con una motivazione diversa, ciò che è stato fatto per i Queensryche, vale a dire stilare le 10 canzoni “indispensabili” per comprendere appieno lo spirito della band del chitarrista inglese Mick Jones. Soprattutto dopo aver ricevuto un paio messaggi da sedicenti rockettari dal tenore “Non malaccio questi Foreigner, non li conoscevo!”. Ah, maledetta ignoranza!

Quella che segue è naturalmente una lista dettata dai gusti personalissimi e, pertanto, opinabili: pertanto il feedback è quanto mai utile per aprire interessanti discussioni e scambi di opinione e, naturalmente, per citare titoli che sono stati involontariamente omessi. Andiamo a cominciare, allora.  Continua a leggere »

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Nell’heavy metal c’è crisi, grossa crisi. 5 inconfutabili prove (più 2)

Marco Banfi ha postato questo articolo il 26/09/2011
Audio Featured Metal + Punk Miscellanea //

In 15 anni di onorata metallica carriera, ho perso il conto delle volte in cui ho sentito dire “il metal è morto”. Eppure oggi, per la prima volta, il dubbio che ci sia un filo di verità in questa imprudente affermazione mi viene .

Perché, ammettiamolo, dopo il “risveglio” di fine anni ’90, il genere è andato lentamente a morire in un’autoreferenzialità totalmente sterile, che ha coinvolto in primis i Grandi nomi del genere… come paragonare, ad esempio, un “Episode” con l’ultimo degli Stratovarius (è talmente bello che manco mi ricordo il nome)? o un “Kings of Metal” con “Gods of War”? O ancora, per quanto non diprezzabile, può “At the Edge of Time” rievocare la magia di “Somewhere Far Beyond” o di “Imaginations from the Other Side”? Continua a leggere »

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Penguins’ zeitgeist (maggio – agosto 2011)

Margot Del Rei ha postato questo articolo il 25/09/2011
Miscellanea //

… Un po’ di statistiche, insomma. Roba che forse interessa più a noi che a voi, ma tant’è: ecco cosa avete preferito nel periodo che va da maggio (quando tutto iniziò) ad agosto 2011, ovvero: ecco i famigerati articoli più letti. Perchè agosto e non settembre? Beh, perchè settembre ancora deve concludersi, e infatti – con questa iniziale eccezione che accorpa i primi due mesi e mezzo scarsi di vita del blog – riproporremo lo zeitgeist a conclusione di ogni mese. Continua a leggere »

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Riccardo Osti

Foreigner – Acoustique, ovvero: 35 anni di carriera e avere ancora delle cose da dire

Riccardo Osti ha postato questo articolo il 24/09/2011
Rock + Pop Video //

Tocca a Kelly Hansen spegnere la candelina dei 35 anni dei Foreigner. E che regalo per Mick Jones e i suoi fan…!

Diversi gruppi musicali hanno raggiunto i 35 anni di carriera e i Foreigner sono tra questi fortunati; e fosse solo per questo, l’evento non sarebbe particolarmente eccezionale. Ciò che rende la notizia degna di plauso è che la band di Mick Jones a quest’età ci è arrivata attraverso momenti particolarmente difficili, spesso con lo spauracchio del definitivo scioglimento, soprattutto dopo l’abbandono di quel grande vocalist che è Lou Gramm. Già, difficile rimpiazzare uno che l’AOR l’ha indelebilmente segnato con prestazioni vocali d’eccellenza, nobilitando canzoni già di per sé di elevata caratura artistica. Così, c’è voluto qualche annetto e, soprattutto, l’arrivo di Kelly Hansen a riportare i Foreigner a livelli competitivi, con un entusiasmo completamente rinnovato e un album, “Can’t Slow Down”, all’avanguardia e, contemporaneamente, aderente ai canoni classici del melodic rock (canoni che gli stessi Foreigner hanno contribuito in maniera inequivocabile a dettare). Continua a leggere »

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Andrea Costanzo

Anthrax – “Worship Music” : il grande tonfo

Andrea Costanzo ha postato questo articolo il 23/09/2011
Featured Metal + Punk Video //

Questa volta, pur tentando di mantenere comunque la mia inflessibile gelidità da scribacchino, ci sono cascato anch’io: gli Anthrax mi hanno spezzato il cuore.

Li ho amati troppo. Fin dall’alba del thrash, quando i chitarroni a grattugia erano al picco della gloria e baldanza, quando non si parlava tanto di “Big Four” ma di scuole separate di thrash e ogni band sfornava almeno un capolavoro a testa, gli Anthrax per me hanno sempre avuto una marcia in più. Sia nell’esordio iperveloce di “Fistful Of Metal”, uno dei primi lavori del genere che acquistai fiducioso dal mio rozzo negoziante di fiducia (“Ma questi sono tipo i Metallica?” “Sono meglio…”), sia nella gioia pura di “Spreading The Disease” (un disco che tutt’ora mi fa venire la pelle d’oca) e anche, e molto, nei loro anni con John Bush. Continua a leggere »

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Carne fresca per orecchie affamate: Serpent Venom e Dead Elephant

Nico Segantin ha postato questo articolo il 22/09/2011
Audio Carne Fresca Metal + Punk //

Ha ancora senso un disco di Doom Metal nel 2011? Sentite i Serpent Venom dall’Inghilterra e datevi una risposta. Propongono qualcosa si innovativo? No, non proprio… allora perché intreressarsene? Perché funzionano, perché “Carnal Altar” (The Church Within Records, con un booklet superlativo!), il loro disco d’esordio, fa venire voglia di tornare indietro di quarant’anni e respirare la stessa fumosa aria che respiravano i Black Sabbath, perché rinnova la voglia di fissare valvole incandescenti come novelle lava-lamps fino a rimanerne totalmente ipnotizzati, se siete appassionati del genere, solo questo dovrebbe bastare, senza stare qui a decantarvi ulteriormente le loro lodi.

Alzate il volume a dismisura, danzate tra i fuochi fatui stando attenti a non bruciare i pantaloni a zampa, ma soprattutto sedetevi in cerchio e formate la catena: la seduta spiritica per ridare voce al doom metal è appena cominciata! Continua a leggere »

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Use Your Illusion compie 20 anni: grazie Guns, è stato bello fin che è durato

Francesco Eandi ha postato questo articolo il 21/09/2011
Audio Featured Metal + Punk Rock + Pop Video //

Il 17 settembre del 1991 uscivano, in contemporanea, i due “Use Your Illusion”: un mastodontico canto del cigno discografico – ma questo noi ancora non lo si sapeva – cui sarebbe seguito un altrettanto mastodontico tour, cui sarebbe infine seguita la dissoluzione dell’ultima, vera, autentica, fottuta band-da-stadio che la storia del rock, fino ad oggi, ricordi.

Oh, beh, certo, nel ’93 i Guns N’ Roses pubblicarono un disco di cover, “The Spaghetti Incident?“, in qualche modo giustificati dopo che appena due anni prima avevano dato fondo a tutta la bulimica loro vena creativa partorendo un doppio; ma salvo rare eccezioni, non so voi, ma i dischi di cover io li considero come dei più o meno piacevoli gingilli con cui ingannare il tempo tra un disco da studio e l’altro.

Ecco, il problema fu essenzialmente l’altro. Perchè il disco di inediti successivo ai due “Use…” si chiamava “Chinese Democracy“, ovvero il parto più lungo della storia del rock: 17 anni – uscì nel 2008. Pare che Dante abbia scritto la Divina Commedia in soli 7 anni, e senza nemmeno licenziare un chitarrista. Perchè l’altro punto è proprio questo: date un’occhiata alla formazione attuale dei Guns: ma chi è ‘sta gente? Richad Fortus? Ron Thal? DJ Ashba? E’ come quando il vostro telefilm preferito cambia tutti gli attori protagonisti: ehi, dov’è il capitano Kirk? E Spock? Ma chi è ‘sto pelatone? Fuori dalla Enterprise! Continua a leggere »

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30 canzoni da scaricare col meglio del cartellone del Lollapalooza 2011

Margot Del Rei ha postato questo articolo il 20/09/2011
Audio Rock + Pop //

…e comunque, se non sapete cos’è il festival di Lollapalooza, sappiate almeno chi l’ha ideato e portato avanti per tutto questo tempo (ok, con qualche anno di silenzio tra un’edizione e l’altra…): Perry Farrel, dei Jane’s Addiction. E per farla breve, anche quest’anno all’inizio di agosto s’è celebrata a Chicago la tre giorni di orgia musicofila, con gente come Muse, Coldplay, Bright Eyes, My Morning Jacket, Rivals School, A Perfect Circle ecc. ecc. (l’elenco completo qui; tra l’altro, anche solo per gli effetti grafici, date un’occhiata alla macchina del tempo dell’evento). Continua a leggere »

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Andrea Costanzo

Opeth “Heritage” e Wolves In The Throne Room “Celestial Lineage”: Assoluta Evoluzione vs Assoluta Stagnazione

Andrea Costanzo ha postato questo articolo il 19/09/2011
Audio Featured Metal + Punk Rock + Pop //

Durante l’ascolto dell’ultima mezza sola sfornata dai Queensryche, ponderando come poter esprimere a parole la sconfortante problematica che rocker e metallari devono affrontare nel gestire i nuovi lavori di band amate e riverite, mi sonbo ritrovato a riflettere su due uscite recenti e, a mio parere, esemplari per l’argomento.

Pur a livelli differenti, sia Opeth che Wolves In The Throne Room possono essere considerate come due band che portano sulle spalle un grosso fardello di aspettative da parte del proprio pubblico. Sia ben chiaro, prima che alcuni di voi mi accusino di comparare pere e banane, le due band sono assolutamente diverse, nell’approccio, nell’ “anzianità” e nel tipo di audience, ma hanno interessanti punti in comune che sono abbastanza per porre a confronoto le loro due scelte, in un qualche modo diametralmente opposte, in termini di “evoluzione musicale”. Continua a leggere »

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Brutti, sporchi e cattivi: quanto ci piace la Relapse Records…

Nico Segantin ha postato questo articolo il 17/09/2011
Audio Featured Metal + Punk //

Una delle etichette madri per il metal estremo e, normalmente, di qualità, ritorna dopo un restyling al proprio sito (ed un sensibile ritocco verso l’alto delle spese di spedizione del mailorder!) con tre rilevanti uscite: Toxic Holocaust, Revocation e Tombs. E altro che canzoni d’amore! Continua a leggere »

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La miglior canzone d’amore in 19 anni? L’ha scritta Gotye.

Francesco Eandi ha postato questo articolo il 16/09/2011
Carne Fresca Rock + Pop Video //

I fatti nudi e crudi sono questi: c’è un australiano di origine belga che si chiama Wouter De Backer, che ha dato vita a un progetto solista che lascia quasi altrettanti dubbi circa la modalità corretta di pronuncia – Gotye. E che per il suo secondo disco ha scritto un singolo, “Somebody That I Used To Know”, che canta in duetto con una cantante neozelandese, tale Kimbra. E questa canzone è una canzone d’amore, anzi di più: una canzone d’amore che racconta di un amore finito e pure terminato abbastanza male – una relazione fatta di cose non dette prima e che non saranno più dette neanche dopo, perchè i due non si parlano più. Una canzone sulle relazioni. Continua a leggere »

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Yob – Atma. E adesso c’è pure il progressive doom.

Nico Segantin ha postato questo articolo il 15/09/2011
Audio Metal + Punk //

Ennesimo colpo della Profound Lore Records, che dopo i Morne (li abbiamo trattati qui) fa uscire questo nuovo lavoro degli Yob, impostosi immediatamente all’attenzione generale come uno dei lavori doom dell’anno. Continua a leggere »

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Replicate: il nuovo singolo dei Fanfarlo

Nicolò Mulas ha postato questo articolo il 15/09/2011
Rock + Pop Video //

Quando “Resevoir” uscì nel 2009, critica e pubblico furono concordi nel gridare al nuovo miracolo indie-folk partorito dalla vecchia e cara Inghilterra.  Oggi a tre anni di distanza dal lancio di quella perla discografica, i fan attendono più che mai il ritorno dei Fanfarlo in pompa magna. Il singolo “Atlas”, usato per la colonna sonora del film “Eclipse” (della saga di Twilight) è servito solo a stemperare gli animi tra un live e l’altro in giro per il globo. Ma i tempi per un nuovo disco sembrano essere quasi arrivati. Continua a leggere »

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Giulio Anichini

Dream Theater – A Dramatic Turn of Events, ovvero tutti sono importanti, ma nessuno è indispensabile

Giulio Anichini ha postato questo articolo il 14/09/2011
Audio Featured Metal + Punk //

“Dramatic” è un aggettivo al contempo calzante e totalmente fuori contesto, ovviamente partendo dal presupposto che venga inteso nel senso corretto per gli accademici della crusca (ossia di rappresentazione teatrale, atto scenico e/o inaspettato) e non nella comune accezione – peraltro errata – di “tragico”. Continua a leggere »

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Morne – Asylum: come i Neurosis, ma tutto sommato anche no

Nico Segantin ha postato questo articolo il 13/09/2011
Audio Metal + Punk //

Chi dice Morne dice Neurosis. Siamo sicuri? Non che manchino i punti di contatto tra le due band – la base comune HC, l’impostazione del cantato oppure la presenza di ospiti comuni su quest’ultimo “Asylum”, come Jarboe e Kris Force… ma attenzione a fare i conti senza l’oste, perché i Morne sono evoluti parecchio in questa ultima uscita. Continua a leggere »

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Il solito genio senza la solita sregolatezza: Edguy – Age of the Jocker

Marco Banfi ha postato questo articolo il 12/09/2011
Audio Featured Metal + Punk Video //

Dici Edguy e pensi Tobias Sammeth: probabilmente, l’unico metal hero emerso dagli anni ’90 e forse anche l’ultimo, un epico concentrato di pessimo gusto estetico, genialità hard&heavy e carisma. Dici Tobias Sammeth e hai delle aspettative enormi, giustificati da un congruo numero di dischi oltraggiosamente superiori alla media partoriti negli ultimi tre lustri, partendo da “Vain Glory Opera” fino a “The Scarecrow”. Dici “Age Of The Jocker” e suona un pericoloso campanello d’allarme. Continua a leggere »

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La canzone dell’estate, per quanto in ritardo: Teophilus London, I Stand Alone

Margot Del Rei ha postato questo articolo il 11/09/2011
Carne Fresca Rock + Pop Video //

Hip hop it’s not my cup of tea, per dirla con gli inglesi. Ma vuoi che ronzare intorno a last.fm e wearehunted aiuti, vuoi che quest’uomo abbia anche fatto un paio di remix per Ellie Goulding, che qui a Penguins gode di una certa considerazione, pareva inevitabile imbattersi in Theophilus London: americano, scena hip hop, un ep nel 2008 e un disco nuovo di pacca uscito ad agosto 2011, “Timez Are Werid These Days”. Il cui singolo “I Stand Alone” è, semplicemente, un manuale su come si scrive una perfetta canzone pop, in bilico tra british pop/rock (Coldplay, Bloc Party, echi di Clash, Madness…) e hip hop. Ma decisamente più il primo che il secondo. Hip Rock? Rock Hop? Hip Pop? Perfetta, in ogni caso.

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Enrico Gregorio

David Foster Wallace a tre anni dalla morte: il tributo dei Decemberist (e la regia di Michael Shur)

Enrico Gregorio ha postato questo articolo il 10/09/2011
Featured Rock + Pop Video //

Dove eravate il 12 settembre 2008? Immagino che ogni lettore di David Foster Wallace avrà finito con il collegare momenti ordinari della propria vita con l’inaspettata e dolorosa notizia del suicidio dello scrittore americano.

A ricordarlo a tre anni dalla scomparsa ci saranno iniziative editoriali, nuove pubblicazioni, articoli e commosse testimonianze, tutte così alienanti e ambigue da lasciare un po’ interdetti (dove inizia l’opportunismo e finisce il sentimento?). Per questo motivo è bello invece vedere un omaggio sentito e sincero a “Infinite Jest”, una delle opere miliari di Wallace, da parte di uno come Michael Schur. Che, per chi non lo sapesse, è tra gli sceneggiatori di “The Office” e creatore di (ancora inedito in Italia, purtroppo) “Parks And Recreation “, una serie televisiva che della satira burocratica a là Wallace si porta dietro più che qualche cosa. Continua a leggere »

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Quando i Queensryche erano grandi: 10 canzoni per ricordarli al meglio della loro forma

Francesco Eandi ha postato questo articolo il 09/09/2011
Audio Featured //

Dice bene Andrea Costanzo nella recensione di “Dedicated To Chaos”. Il fan medio dei Queensryche equivale a quello assatanato di una band normale: se il gruppo fa un disco mediocre, non si limita a sospirare deluso e passare oltre; no, lui si sente tradito, oltraggiato, e come nelle peggiori storie d’amore vorrebbe quasi arrivare ad usare violenza: sì, potendo, a Geoff Tate vorrebbe fargli male, tipo strappargli tutti i capelli, se solo ne avesse ancora, e urlargli “perchè, perchè mi hai fatto questo?!”.

Il motivo sta tutto nel fatto che i Queensryche in 10 anni tondi tondi, tra il 1984 e il 1994, hanno fatto uscire dischi talmente notevoli, ricchi di spunti, particolari, forti di una band dalla caratura tecnica superiore, che si pensava potessero continuare così all’infinito. E quindi la colpa, in un certo senso, è loro.

Ve ne diamo 10 inconfutabili prove. Continua a leggere »

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Andrea Costanzo

Queensryche – Dedicated To Chaos: niente tragedie, ma molta noia

Andrea Costanzo ha postato questo articolo il 08/09/2011
Featured Metal + Punk Rock + Pop Video //

Avere dei miti dev’essere una fatica. Sei giovane, ascolti quell’album fatidico e brillante, che ti cambia la vita, magari grazie a una fortunata coincidenza di eventi. Poi il tempo passa, le cose cambiano e se sei fortunato, i tuoi eroi evolvono e crescono, rimanendo brillanti. Se non lo sei, le strade sono due: o ti ritrovi con un gruppo che ripete sempre le stesse cose con sempre meno convinzione (e a qualcuno questa opzione potrebbe anche andare bene), o ti tocca soffrire ad ogni uscita, ritrovandoti con dischi che non ti ricordano nemmeno l’ombra di quello che toccò le corde del tuo cuore. Continua a leggere »

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Un motivo in più per amare Danny Cavanagh (Anathema): il suo canale YouTube

Francesco Eandi ha postato questo articolo il 07/09/2011
Metal + Punk Rock + Pop Video //

Capitemi: Danny Cavanagh è il 50% dei fratelli Cavanagh (l’altro 50% porta il nome di Vincent), titolari degli Anathema, una band che se è fondamentale nella storia del doom metal lo è ancora di più in quella mia personale. Ho consumato un po’ tutti i loro dischi, ma in particolare “Judgement“, 1999, che di doom metal ha tutto fuorchè il sound e le chitarre distorte. Un disco rock, per chi non è avvezzo al genere. Ma che solo una band con il loro passato avrebbe saputo scrivere.

Cenni discografici a parte, gli Anathema, il solo gruppo che dal vivo sia riuscito a commuovermi, come tutti i migliori eroi romantici quali essi irrimediabilmente sono si dibattono da anni in difficoltà di varia natura: gente che va e viene dalla band, contratti discografici che scarseggiano, improbabili operazioni di auto-finanziamento e tanto sano DIY. Per cui sorprende ma solo fino a un certo punto sapere che Danny Cavanagh s’è creato il suo bravo canale YouTube e vi ha montato sopra (ad oggi) quattro video che più amatoriali non si può: lui, una chitarra, una telecamera. Capito? Come fosse un ragazzino qualsiasi. E suona. E canta.

Quattro cover, per il momento: Wonderful Tonight (Eric Clapton), Why Worry, Romeo And Juliet, Brother In Arms (tutte dei Dire Straits). Adoro quest’uomo.

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Enrico Gregorio

Gente che vale la pena ascoltare: Fennesz a Torino, stasera!

Enrico Gregorio ha postato questo articolo il 07/09/2011
Audio Rock + Pop //

Fennesz, l’alfiere viennese del laptop-gaze sarà questa sera (7 settembre) al Blah Blah di Torino (via Po 21), in una delle tante serate ufficiali MiTo. Christian Fennesz, classe 1962, è un nome di punta di quell’elettronica eterea e pulviscolare sporcata con il glitch, caratterizzata da ipnotici drone di chitarra. Un disco su tutti, quell’ “Endless Summer”, che se non ci pensava lui a partorire, sarebbe potuto nascere solo dall’incontro in studio di Brian Wilson e Brian Eno (per affinità che non hanno niente a che vedere con l’omonimia). Continua a leggere »

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