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God bless you, Clarence Clemons

Francesco Eandi ha postato questo articolo il 21/06/2011
Featured Rock + Pop Video //

L’avete letto un po’ ovunque: il 18 giugno se n’è andato Clarence Clemons. Morto per le complicazioni dell’attacco ischemico che l’aveva colpito lo scorso 12 giugno. Aveva 69 anni. Clarence Clemons era il sassofonista di Bruce Springsteen. Qualcuno dice che è riduttivo dire così, perchè sembra relegare un grande del rock a un ruolo di subalterno a un altro che – volente o nolente – è ancora più grande.

Ma adesso vi spiego perchè non vero.

Primo. Clarence Clemons era il sassofonista della E Street Band. E la E Street Band era la band di Springsteen nel senso che i dischi erano a nome di Springsteen – l’autore delle canzoni -, ma i concerti erano a nome di Springsteen CON la E Street Band: gli autori dello spettacolo. Tant’è che Springsteen – si dice – divideva equamente tra sè e la band gli introiti dei sempre più lunghi e interminabili tour, consapevole dell’alchimia unica che tutti insieme riuscivano a sprigionare dal palco.

Secondo. Clarence Clemons era il sassofonista. E nella musica di Springsteen, zeppa di influenze soul e blues, e almeno fino alla fine degli anni Ottanta, il sax di Clemons è stato quello che la chitarra solista è per la maggior parte delle rock band: lo strumento protagonista degli assoli. E degli intro. E degli outro. E degli accompagnamenti, ovviamente, ma pronto a sgusciare in primo piano appena possibile. Come lo stesso Clemons sul palco durante i concerti: l’avete mai notato? Lui è lì, alla destra del padre, non in centro ma nemmeno più indietro rispetto a Springsteen. Non una spalla, ma un comprimario.

Terzo. Quando Springsteen introduceva la E Street Band, nella parte conclusiva del concerto (e di solito durante “Rosalita”), la menava per minuti interi con i vari componenti - Roy Bittan, Steve Van Zandt, che camuffa l’origine italianissima con un nome olandese, Dan Federici, Max Weinberg, Garry Tallent – e solo per ultimo, dopo mille circonlocuzioni e sproloqui e aggettivazioni iperboliche, solo per ultimo arrivava a introdurre Clarence “Big Man” Clemons. Come fosse lui la star. Non era completamente vero, ovvio. Ma parecchio lontano dall’essere completamente falso.

Quarto. Non c’è stata solo la E Street Band nella vita di Clarence Clemons. Ha suonato con chiunque, da Aretha Franklin a Zucchero, da James Brown a Joe Cocker. Ultima in ordine di apparizione, persino Lady Gaga. Ha recitato in diversi film. Ha fondato una sua band, i Temple Of Soul. Ha fatto beneficenza, impalmato quattro mogli, ha composto la colonna sonora de “La rivincita dei Porky’s” ed è stata voce narrante in un episodio dei Simpsons. Serve altro per dire che è stato un grande?

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