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Recensioni utili solo a seminar zizzania: Manowar – The Lord of Steel

Marco Banfi ha postato questo articolo il 30/06/2012
Featured Metal + Punk Video //

Valhalla. Acciaio. Mutandoni di peluche. E tanto, tanto concentrato dei peggiori luoghi comuni che il metallo abbia sfornato fin dalle sue nobili origini. In una parola: divini.

E non fate quelle facce schifate: un po’ di headbanging sull’intro di “Bridge of Death” è sicuramente scappato e scappa tuttora anche al più atteggiato dei metallari neointellettuali redenti! D’altro canto, nemmeno il più trucido difensore della Fede potrà negare che la parabola di De Maio&friends sia da anni discendente …

Per questo insieme di amore e disillusione, avvicinarsi a un disco dei Manowar per cercare di scrivere cose sensate in proposito è un’impresa – manco a dirlo – epica. Perché ad esempio capita che ti aspetti uno strazio (tipo Gods of War, per capirci) e scopri che non è così. Non del tutto, per lo meno. 

Quantomeno, infatti, l’infausta aurea Turillica è svanita assieme alla non proprio pacifica separazione del nostrano eroe di latta dal carrozzone della Magic Circle Music. Anzi, non so se per scelta o per una qualche colossale ed inspiegabile minchiata, la produzione suona veramente scarna e anni ’80, il che a mio avviso non è necessariamente male.

Poi, i pezzi: di primo impatto, c’è da rimanerci male. “Lord of Steel”, “Born in a Grave”, “Righteous Glory”: tre dei primi quattro pezzi disco sono non dico degni dei bei tempi andati, ma quantomeno fanno presagire una buona condizione. Anche perché, e questa è una novità, sono almeno in parte imprevedibili. Peccato che poi ci siano altri sei brani a rovinare tutto…

Per non tediarvi oltre, la domanda conclusiva è: ne sentivamo il bisogno? La risposta è sicuramente no, ma altrettanto sicuramente cassare questo disco a scatola chiusa sarebbe un errore.

http://www.youtube.com/watch?v=rtujCshnAoM

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