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Kreator – “Phantom Antichrist”: agressione + melodia

Nico Segantin ha postato questo articolo il 07/06/2012
Audio Metal + Punk //

Certo che con tutto il baccano che si è fatto ultimamente attorno al thrash metal, tra revival più o meno opportuni e saccheggiamenti indiscriminati, dev’essere stato un bel cruccio per Mille Petrozza mettersi a comporre un nuovo disco per la sua creatura prediletta chiamata Kreator, avendo ben presente il fatto di essere fra gli iniziatori del genere, con tutta la pressione che questo può comportare.

Tuttavia Mille non si è perso d’animo, ha preso in mano le redini della sua carriera artistica, giunta all’anno ventisette (!), e, conscio di possedere un apertura mentale che altri musicisti dello stesso genere si sognano, ha costruito un disco riff su riff, riuscendo nel duplice intento di non ripetersi eccessivamente e di restare credibile. 

Da notare rispetto al passato, soprattutto una larga apertura alla melodia, che si palesa contemporaneamente in certi passaggi ultraclassici in odore di NWOBHM (Iron Maiden e Judas Priest soprattutto) come nel ricorrere al melo-death metal di stampo Gothemburg-iano, anche nei brani dove si sente maggiormente la vena aggressiva come “Civilization Collapse” o nell’evoluzione della slayeriana “United In Hate”.

Ma l’aggressività, per quanto leggermente più stemperata che in passato, non difetta certo al lavoro che finisce per essere assolutamente rilevante, candidandosi a un posto d’onore tra le uscite del genere nel 2012, anche forte di una canzone dannatamente ficcante e rappresentativa come “The Few, The Proud, The Broken”.

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