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Adramelch – “Lights from Oblivion”. Progsters a tempo perso che malmenano progsters professionisti

Marco Banfi ha postato questo articolo il 01/06/2012
Audio Featured Metal + Punk //

Un disco nel 1988. Uno nel 2005. Uno nel 2012 (e una ristampa nel 2011). Anche se la media sta migliorando, non si può certo dire che gli Adramelch siano una band prolifica. Indubbiamente, però, pochi ma buoni.
Se infatti “Irae Melanox” è uno dei capisaldi ed autentici dischi-culto del metal italiano degli anni ’80, “Broken History” era un disco di sicuro valore. E “Lights from Oblivion” è un’altra lezione a quei milioni di band che per fare progressive credono basti una congrua camionata di tecnica condita da un’insana tendenza all’onanismo mentale. 

Qui, signori miei, c’è la passione! c’è il feeling! c’è quel mood introspettivo, decadente e crepuscolare (già dal titolo e dall’artwork) che ha reso monumentale “Irae Melanox” e che pochissimi altri gruppi sanno ricreare con la maestria del combo meneghino. Che, per inciso, è formato da 5 musicisti che per vivere fanno tutt’altro. Chi ha orecchie per intendere …

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