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Anathema – “Weather Systems”. Il miglior disco dai tempi di “Judgement”?

Francesco Eandi ha postato questo articolo il 18/05/2012
Audio Featured Metal + Punk Rock + Pop //

Quando un giorno qualcuno vorrà fare un film su una band talentuosissima ma sostanzialmente sfigata e dalla vita tormentata, si leggerà una bio degli Anathema e avrà mezzo copione già pronto. A quel punto, ormai irrimediabilmente contagiato, tutti gli attori daranno forfait, la casa di produzione fallirà e il mezzo copione finirà bruciato in un incendio.

Degli Anathema – band che muove passioni che nemmeno una squadra di calcio – si può dire tutto ma non che non si siano aggrappati alla loro musica con le unghie e con i denti: nonostante continui cambi di formazione, nonostante il fallimento della casa discografica, nonostante il dover chiedere ai propri fans di finanziare la registrazione dei dischi (in un periodo in cui Kickstarter era ancora da inventare).  

Nonostante il perdurante dileggio dei fan della prima ora (la categoria peggiore, sempre) perchè non suonano più doom metal (ai tempi del primo disco, Vincent Cavangh aveva 21 anni!). Nonostante si possano indicare come una delle più importanti rock band inglesi degli ultimi quindici anni, ma senza che questo gli abbia mai aperto le porte del grande pubblico, ancora fatto per lo più di metallari ed ex metallari e qualche progster nostalgico dei bei tempi che furono.

No, gli Anathema non hanno rilasciato un secondo “Judgement”, ma “Weather Systems” rischia seriamente di essere la cosa migliore da quei tempi (ed erano gli anni Novanta). Meno depresso e lancinante (brani come “Lighting Song” e “Sunlight” sembrano quasi ammantati di positività, non fossero degli Anathema) , meno incentrato sulle atmosfere e più sulle canzoni, e sono ottime canzoni. Quasi tutte a firma Daniel Cavanagh, che qui abbraccia sovente e volentieri l’acustica, salvo lasciarla da parte per ormai i suoi noti assoli pinkfloydiani. E si conferma Lee Douglas una delle voci femminili migliori del panorama.

Per gli Anathema è finito il tempo delle evoluzioni: ormai hanno trovato la loro cifra stilistica, basta cambi repentini di rotta e vai di affinamento, di levigatura. Il disco esce morbido e rotondo, i suoni cristallini, e le canzoni… le canzoni, ora, ci sono. Come ai bei tempi. “Untouchable”, “The Gathering Of The Clouds” o “The Storm Before The Calm” sono tra le cose migliori degli Anathema di sempre. Consigliatissimo.

http://www.youtube.com/watch?v=CM8EM8qsd7Y

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