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Rise And Fall – “Faith”: iconoclasta, interminabile furore.

Alessio Iocchi ha postato questo articolo il 04/05/2012
Audio Carne Fresca Metal + Punk //

I Rise and Fall non sono esattamente delle celebrità, anzi sono proprio il contrario delle persone famose. Perché? Innanzitutto vengono da uno sperduto angolo di Belgio (Ghent) di cui noi tutti ci scorderemo una volta terminata questa frase. In secondo luogo, da bravi punksters, diffondono il loro nettare musicale solo nell’underground, che – si sa – più si è di nicchia più ci si sente dei ganzi. Eppure, imperterriti, i nostri hanno ormai dimostrato di meritarsi un posticino di prestigio anche nel cuore degli hardcore-lovers (perdonate il neologismo) meno sfegatati. Sono al quarto lavoro, e la curva di rendimento tracciata dagli esperti mostra un incremento di disco in disco che fa venire la pelle d’oca. 

 Allora, tanto per cominciare parliamo di “A hammer and nails”, prima canzone del disco. Biglietto da visita niente male, mi son detto: praticamente come finire sotto una schiacciasassi. E con l’avanzare della tracklist si migliora di secondo in secondo, finendo materialmente e psicologicamente sfiniti dal drumming chirurgico e dalle chitarre tremendamente simili a motoseghe. Poi arrivi alla 5, “Things are different now” che, già dal titolo, ti fa venire qualche dubbio, e il gruppo mette su un altro vestito: improvvisamente ti accorgi che i quattro ragazzi belgi non hanno solo una furia da far venire i capelli bianchi, ma hanno anche imparato a menadito la lezione dei seminali Converge, come dimostrano, al pari, la successiva “Breathe” e la conclusiva- ispiratissima- “Faith\Fate”. Un po’ di carota, un po’ di bastone: non c’è solo hardcore nella proposta dei Rise and Fall (che, dall’anno domini 2005 si accompagnano, guarda un po’, a mastro Ballou) ma anche la giusta dose di post(-rock, -metal, -punk o anche sludge: mettetela un po’ come vi pare) e noi godiamo tutti come macachi.

Mentre aspettiamo che questo 2012 ci regali ancora altre valanghe di musica tritaossa (non ultimo l’ottavo album in studio dei Converge, tanto per dire), possiamo lenirci le ferite con la ricetta di questi belgi scalmanati dei cui live si dicono meraviglie. Lasciatevi dare un consiglio: appuntatevi questo nome e mettete “Faith” sul lettore (o sull’i-pod o dove diavolo vi pare). Non ve ne pentirete.

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