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Friday Playlist #2: SI TAV, boia faus!

Francesco Eandi ha postato questo articolo il 02/03/2012
Audio Featured Metal + Punk Miscellanea Rock + Pop //

Ok, il titolo è provocatorio. E assolutamente poco rock’n'roll.

In fondo, nella contrapposizione tra potere e popolo, tra polizia e manifestanti, tra ordine costituito e protesta disorganizzata, l’estetetica e l’immaginario rock sta tutta con i secondi. Ed è giusto così: “Anarchy In The UK” non avrebbe lasciato lo stesso segno nella storia se si fosse chiamata “James Callaghan Is A Good Boy” (che per la cronaca era il primo ministro laburista eletto nel 1976, anno di uscita dei Sex Pistols).

Tuttavia non di solo rock vive l’uomo – amara verità. E all’acuirsi negli ultimi giorni del match “Popolo NO-TAV vs Resto del Mondo“, comincio decisamente a parteggiare per il Resto del Mondo. Per due motivi.

C’è innanzitutto una questione di principio, anzi, di diritto. Non me ne frega niente della TAV. E rivendico il mio diritto a disinteressarmene. Ma non per cinismo o superficialità o incultura, per quanto naturalmente non stia a me giudicare. Ma perchè viviamo in una democrazia rappresentativa. Cosa ne pensa Wiki di questo parolone?

La democrazia rappresentativa è una forma di governo nella quale gli aventi diritto eleggono dei rappresentanti per essere governati (in contrapposizione alla democrazia diretta). Sono democrazie rappresentative le democrazie in cui è presente un parlamento (assemblea legislativa).

Chiaro? Io, voi, tutti, siamo dei governati. Non è come dire che siamo degli impediti. Se qualcuno vi dà del governato non dovete tirare fuori il cric dal baule dell’auto. E’ semplicemente che io, voi, tutti (o quasi), accettiamo periodicamente di mettere una crocetta su una scheda, e poi di avere qualcuno che conta le crocette e sulla base di quello che viene fuori stabilire che Tizio, Caio e Sempronio devono occuparsi di una miriade di questioni e questioncine al posto nostro. La sanità. La scuola. Le buche nelle strade. Le aiuole spartitraffico. Gli argini dei fiumi. Il numero di licenze dei taxi. La normativa del lavoro. Robine così.

Ora, il fatto che il politico medio abbia una moralità una tacca sotto quella di un maniaco sessuale (è di Woody Allen), non giustifica il mettere in crisi il principio della democrazia rappresentativa, in base al quale mi sta bene che vi sia chi prende delle decisioni al posto mio. I rappresentanti locali e nazionali sono i nostri dipendenti, giusto? E allora immaginate di avere un dipendente che non riesce a fare il lavoro che gli avete affidato perchè a qualcuno non sta bene. Non vi arrabbiate?

Secondo motivo.

Ok, non esageriamo. Anche protestare è un diritto, dipendente o non dipendente, rappresentante o meno. Siamo d’accordo. Non c’è problema. Ma la protesta deve avere dei confini. Nel merito e nel tempo. Quando si mette a ferro e fuoco un pezzo di città, quando ci si scaglia contro uno come Giancarlo Caselli dandogli del boia e del mafioso, quando si blocca l’autostrada impedendo il normale traffico, quando, peggio di tutto, si malmenano dei giornalisti, questo confine lo si è ampiamente superato.

Protestare è un diritto, ma non c’è diritto che per essere esercitato preveda la prevaricazione di diritti altrui.

Certo, c’è il vecchio metodo usato da Kossiga (notare la K, prego) di infiltrare i movimenti con falsi black bloc per screditare il movimento tutto – è una possibilità. Ma allora che il movimento decuplichi gli sforzi per mettere al bando gli esagitati, i ribelli in cerca di cause, gli antagonisti di mestiere. O si scelga dei leader migliori capaci di farlo, e dei sindaci che abbiano le palle di non cavalcare la protesta solo per fini elettorali, che questo è il sospetto di fondo.

E poi, che la protesta sia confinata nel tempo: si parla di TAV dal 2004. Siamo nel 2012. Non si può discutere all’infinito. A meno che l’obiettivo segreto, come ho letto ieri sera in un commento ironico su Facebook,  non sia in realtà “aspettare che i francesi sbuchino da questa parte della montagna”.

 

Playlist a tema, dunque.

Tunnel Of Love

Applicazione: Grooveshark

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