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Non chiamateli hipsters: fun. – “Some Nights”

Francesco Eandi ha postato questo articolo il 29/02/2012
Audio Featured Rock + Pop Video //

Di nome non li ricorda (ancora) quasi nessuno, perchè fun. (minuscolo e col punto) è davvero un nome idiota da scegliersi. E anche il nome di Nate Ruess, che dei fun. è il cantante e autore principale, non è noto ai più, nonostante la discreta fama americana dei suoi precedenti The Format. E invece: i fun. sono quelli che nel 2009 fecero uscire questa canzone e questo video:

Come dite? Ah, ecco. Appunto. Li avete già sentiti. Beh, il disco era “Aim and Ignite” ed era un gran disco. Indie pop con grandi dosi di archi, coretti, influenze Queen e la diffusa sensazione di trovarsi in un ballo di fine anno scolastico di una scuola americana, con Nate Ruess e soci a suonare per gli studenti tanto i pezzi scuotichiappe quanto i lentoni romantici (e un pezzo come “The Gambler” ridefinisce il concetto di romantico che una canzone può avere – ascoltate con attenzione le liriche). Non che abbia mai partecipato a un ballo di fine anno scolastico, ma siamo tutti imbottiti di film americani, no? 

Con “Some Nights“, tosto uscito, la ricetta non cambia, solo si fa un po’ più levigata e forse il disco nella sua interezza ha qualche punto di cedimento. Ma nessuno come Nate Ruess sa scrivere brani in grado di acchiapparti al primo ascolto senza utilizzare i raggiri del pop più retrivo e commerciale. “Some Nights” (la canzone) e “We are young” sono  due singoli perfetti, ma ogni brano è un potenziale singolo. C’è tanto pop inglese anni ’70 qui (“Why am I the one” potete immaginarla cantata da Elton John ai tempi di “Your song”). C’è tanta melodia azzeccata. E ci sono anche delle gran belle liriche. Consigliato.

Il disco è completamente in streaming su SoundCloud, ma buttate anche l’occhio a video.

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