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5 blog che dovete conoscere: in un caso anche per starne alla larga

Francesco Eandi ha postato questo articolo il 11/12/2011
Featured Metal + Punk Miscellanea Rock + Pop //

A volte è impossibile riuscire a immaginarsi i lettori...

E’ uno strano di mix di egocentrismo, passione per l’argomento trattato e indomita propensione al cazzeggio (che sopravvive anche quando il tempo libero scema drasticamente) quello che spinge qualcuno ad aprire un blog – nella fattispecie, un blog a carattere musicale. Ma nonostante ognuno di noi faccia storia a sè, questo mix di elementi pare non essere così difficile da venire a crearsi, visto il pullulare di blog, siti, webzine che spaziano dal pop rock all’heavy estremo.

E nel mare magnum della logorrea online – quanto meno quella che si realizza sotto forma di post, tag e categorie, quindi il pane quotidiano del blogger – mi sembra giusto raccontarvi quali sono gli approdi che di tanto in tanto gradisco fare, e che quindi mi sento di suggerire, e quali invece sono gli attracchi da cui stare alla larga. Restringendo l’indagine al solo ambito blog “minori”, o comunque non NME.com e affini, perchè davvero non penso che interessi qualcuno che Stereogum mi piace, mentre Pitchfork (terribile resyling, a proposito) non lo posso reggere.

Rock Insider

Rock Insider è un blog americano dedito soprattutto all’indie. Ha la sintesi che inseguo, ma che fatico a realizzare, perchè a stare sotto i 700 caratteri mi sembra sempre di fregare il lettore, non dargli abbastanza ciccia, non ripagarlo del disturbo che s’è preso a venire fin sulla porta di Penguins. E invece, ovviamente, non è così: i post di RI sono per lo più brevi, interessanti e facilmente digeribili. Che se ci pensate è molto più di quanto non si possa chiedere a una qualsiasi notizia del TG1.

Discheria ElRocco

Ancora più sintetico del precedente, e ancora più spartano, è la Discheria di El Rocco, one-man-blog italiano molto indie rockettaro. Pochi fronzoli, commenti di quattro righe a un disco, una band o una canzone, molto multimedia, molti mp3 da scaricare. Spigliato e informale, ma desiderabile, come un paio di All Star usate.  Si riassume così: “Queste pagine si occupano di dischi o del supporto che sono diventati. Te magari leggi e poi scaricali,rubali o lasciali alle fm. Siamo spartani di grafica ma meglio i Pavement ai g’n'r o Fiumani a nek. Niente stellette e palline, vi stimiano. Ogni tanto si divaga.”

Non siamo di qui

Si chiama proprio così: Non siamo di qui. E quando ho pensato “che nome del menga per un blog”, ho realizzato che qualcuno sicuramente sarà giunto alla medesima conclusione incappando in un sito dedicato all’amore (supposto) che i pinguini nutrono nei confronti del rock. Quindi, invece: bel nome. Ma soprattutto bello lo spirito, un po’  lo stesso che che fa da prerogativa anche a  Penguins: il sottotitolo di NSDQ è “scriviamo quello che ci piace, ascoltiamo quello che ci pare”. Dovrebbe essere la prerogativa di qualsiasi pubblicazione, ma sono verità cui solo alcuni giungono, e solo dopo molto tempo (nel mio caso, ad esempio, c’è voluto un bel po’). Un po’ più di sintesi sarebbe gradita, ma questo vale anche per noi. Dev’essere difficile per tutti, allora.

Angry Metal Guy

Adoro il blog di Angrymetalguy. Un blog di solamente recensioni metal, ma scritte con una competenza, una scorrevolezza e una verve che non ricordo di aver trovato altrove. A mandare avanti la baracca sono due americani: c’è Angry Metal Guy, ovviamente, e poi c’è Steel Druhum. I nomi reali non sono pervenuti, ma chissene: meno ne so, più a lungo potrò continuare ad immaginarli come due simpatici grassoni in canotta intenti quotidianamente a scolarsi lattine di birra e importunare cameriere. Unico difetto: un’insana ed esagerata passione per il power metal (Luca Turilli incluso) .

Musicletter

Anni fa Musicletter era la cosa più vicina a una fanzine su carta che si potesse immaginare, se non fosse che era digitale, e ti arrivava via mail in formato pdf. Molte recensioni, qualche news, tanto materiale. Grafica orribile, ma contenuti buoni, mi sembra di ricordare. Poi l’ho persa di vista per qualche anno, e mi ci sono invece nuovamente reimbattuto l’altro giorno: è diventato un sito prevalentemente di news. Ma di quei siti di news di cui ti domandi le ragioni dell’esistenza, dal momento che sembrano tanto dei copia-e-incolla di comunicati stampa, o peggio di news pubblicate da altri siti, tra le quali annegano e scompaiono i pochi contenuti editoriali veri e propri. Direte: ma si fa per pubblicità! Banneroni come piovessero e si alzano con facilità centinaia di euri al mese! Errato: Musicletter (che non è più una letter) è praticamente ad-free. E allora? Tutti gli oneri (di tempo, prevalentemente, ma anche economici) legati alla tenuta, promozione, aggiornamento di un blog, solo per potersi esercitare a fare copia-e-incolla di notizie reperibili ovunque? Misteri del web, misteri della mente umana. Attendiamo qualcuno che ci illumini.

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