fblogo Kico-On-Holiday-penguins-of-madagascar-11694823-1311-1080 Old Man Gloom blur Recensioni utili solo a seminar zizzania: Manowar – The Lord of Steel Ci sono momenti nella vita in cui uno dovrebbe dire "basta" all'uso indiscriminato dell'eyliner. Melvins Lite
Hot Tags: pop  Junk's Trunk  mp3  live  playlist  heavy metal  Doom metal  rock  

If it’s illegal to rock and roll, throw my ass in jail! — Kurt Cobain

naviga

eventi

speciali

compile

PARTNER


L’eleganza del lupo: Patrick Wolf affascina Ravenna

Francesca Garattoni ha postato questo articolo il 09/12/2011
Featured Gallery Rock + Pop //

Patrick Wolf

Non so se ci sono parole per esprimere completamente quello che è stato il concerto di Patrick Wolf : lo spettacolo che si è presentato agli occhi del pubblico che ha riempito fino all’esaurimento il Bronson di Ravenna è stato qualcosa di inaspettatamente… bello. Si possono provare a trovare mille altri aggettivi per descrivere un concerto intimo, interamente acustico, prevalentemente per violino e pianoforte e con qualche incursione di ukulele e arpa, ma credo che “bello” rispecchi nella sua semplicità e nel suo senso più profondo l’essenza dell’esperienza vissuta.

Il palco spoglio, arredato con un maestoso pianoforte a coda e un’ordinata serie di strumenti che quieti aspettavano il loro momento per essere esaltati dal tocco leggiadro e capace di Patrick Wolf, lasciavano presagire un distacco dalle sonorità elettroniche, sebbene sempre contaminate da elementi classici, che contraddistinguono la produzione di questo cantautore anglo-irlandese. L’atmosfera intimista preannunciata dall’allestimento scarno però non si è creata al suono delle prime note, ma ben prima, con l’accoglienza del pubblico da parte dell’eccentrico Patrick all’ingresso della sala, che ha intrattenuto i partecipanti con il suo fare gentile e allegro, firmando autografi e posando per fotografie fino a pochi minuti prima di entrare in scena. Una presentazione, uno scambio di convenevoli, gli sguardi che si incrociano e in un attimo avere la sensazione di non essere più per lui solo mani che applaudono nel buio ma i diretti destinatari dell’intensità emotiva con cui interpreta le sue canzoni.

Buio in sala, silenzio e le note di “Ouverture” iniziano lo spettacolo. Scrosci di applausi inondano il palco al termine del primo pezzo e di nuovo Patrick saluta il pubblico con il suo italiano incerto ma che cerca in tutti i modi di dare davvero significato alla parola “Benvenuti”. Il Bronson si trasforma in quel momento da locale a salotto e la sensazione è quella di essere ospiti intrattenuti da un raffinato padrone di casa prodigo di voglia di emozionare.

Il concerto prosegue alternando pezzi del più recente “Lupercalia” con classici come “Bluebells” e “Wind in the wires”, che spogliati della loro pomposa veste elettronica acquistano fascino e calore esaltati dalla voce profonda di Patrick e dal suono cristallino del violino di Victoria Satherland. Ma al di là delle canzoni, è il continuo scambio emotivo che passa tra palco e platea quello che rende la serata unica: ad ogni concerto c’è sempre una folla adorante e invisibile agli occhi degli artisti accecati dai riflettori, ma non è sempre vero il contrario e cioè che l’artista sia presente per il suo pubblico. Questa sera è diverso, questa sera sul palco c’è un ragazzo con una grazia disarmante che si racconta sorridente tra una canzone e l’altra e  che coinvolge il suo pubblico nelle sue emozioni e nei suoi ricordi, come prima di “Together”, quando dice di essere “a little bit overemotional tonight” e che “meglio che non dica altro altrimenti mi metto a piangere“. Le lacrime agli occhi le ha fatte venire a chi ascoltava in rapito silenzio, con un’esecuzione da brividi e nodo allo stomaco.

Il tempo scorre e il concerto deve arrivare al termine, ma terminati i bis Patrick indugia sul palco, si crogiola negli applausi, negli abbracci con i fan che si ammassano in prima fila e decide di omaggiarci intonando in italiano delle strofe da “Orfeo ed Euridice”. Sorride, è felice e non sa come meglio ringraziare chi l’ha ascoltato se non strappando i petali dalle rose bianche che sono atterrate ai suoi piedi, mischiandoli con i suoi baci e lanciandoli sul pubblico come messaggeri del suo affetto.

Aiutaci a diffondere Penguins Love To Rock! Clicca su uno dei seguenti: Leggi anche: Commenta!

cerca

Loading

seguici!

avete condiviso...

ultimi post

blogroll

newsletter

Inserisci la tua email per ricevere la newsletter settimanale! :)