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Back for good: non tutti i ritorni vengono per nuocere!

Nico Segantin ha postato questo articolo il 19/11/2011
Audio Featured Metal + Punk //

Se è vero che saper uscire di scena è una virtù rara, ancora più raro è avere la consapevolezza di aver ancora qualcosa da dire. Non sono poi moltissimi i casi in cui si verifichi una tale eventualità, ma sarebbe innegabile che i casi ci siano. Di sicuro, ogni ritorno sulla scena va guardato perlomeno con sospetto, la tentazione nostalgico/commerciale sicuramente sarà dietro l’angolo, tuttavia un disco va valutato primariamente per ciò che esprime e, solo in seguito, per tutta la dietrologia del caso. Non è stato facile scovare in quali casi la riproposizione di gruppi esistiti in passato abbia portato a risultati degni di nota, tuttavia nei casi che seguono ho la sensazione che, per lo meno, il beneficio del dubbio lo si possa concedere a queste formazioni (o a questi dischi):

 1. The Cult: Beyond Good And Evil (2001)

La band di Ian Astbury e Billy Duffy aveva alzato bandiera bianca nel 1994 dopo anni di militanza prima nel settore gothic poi in quello hard rock, conquistando anche un certo status ma, probabilmente, finendo schiacciata dall’irruenza delle nuove leve grunge, cui per altro cercarono di accodarsi, col loro ultimo omonimo lavoro prima dello scioglimento. Nel 2001 raccolgono le forze assieme a Matt Sorum e danno vita a quello che, per chi scrive, è IL disco hard rock dei ’00… ovviamente il disco non avrà una grandissima fortuna…

 2. Unsane: Visqueen (2007)

Il trio noise rock newyorkese, formatosi in origine nel 1988, decise di prendersi una pausa dall’attività nel 2000, per poi tronare con “Blood Run” nel 2005, tuttavia è il lavoro successivo del 2007 a risultare assolutamente significativo. In “Visqueen” ritrovano inventiva danno nuova linfa al loro caratteristico sound, rendendolo più vario senza rinunciare al loro classico muro del suono.

 3. Gorefest: Rise To Ruin (2007)

Questa band di death metal olandese, ha subito processi di trasformazione notevoli del suono proposto (vedasi anche i Carcass) prima di abbandonare momentaneamente nel 1998. Si riformano nel 2004 dando vita ad un disco interessante (“La Muerte”) ma non eccessivamente significativo, tuttavia è con la proposta successiva che paiono fugare definitivamente i dubbi sulla loro riacquisizione dell’ antico smalto, fornendo una brillante prova. Probabilmente sono l’unico a pensarla in questo modo infatti il progetto naufraga miseramente (“we had our chance and we blew it” diranno loro) nel 2009.

 4. Obituary: “Frozen In Time” (2005)

Chi invece non ha variato mai troppo la propria proposta sono stati gli Obituary, death metal band floridiana. dopo un lavoro al di sotto delle loro possibilità (“Back From The Dead”, 1997) la band lascia. In ogni caso, dopo che i membri del gruppo avevano dato vita a vari progetti alternativi (Six Feet Under e Catastrophic i più significativi), i nostri decidono di ritornare sulle scene nel 2005 con “Frozen In Time”, disco che non dice molto di nuovo ma che, rinverdendo gli antichi fasti, non mancherà di infiammare orde di fedeli fan. La storia degli Obituary è destinata quindi a continuare con altri due album nel 2007 e nel 2009 ed un nuovo lavoro atteso nel 2012, oltre ad una incessante attività live.

http://www.youtube.com/watch?v=RuquOkLxR38

 5. Killing Joke: “Absolute Dissent” (2010)

Alzi la mano chi ha capito se si siano sciolti o meno (Tra “Democracy” e “Killing Joke” c’è comunque in salto di circa sette anni..). Comunque sia è certo che la formazione originale in “Absolute Dissent” non suonava assieme da molto tempo. Il risultato è sicuramente ottimo, un degnissimo ricordo del povero Paul Raven

Al momento il giudizio resta sospeso per i Brutal Truth: dal momento del loro ritorno hanno proposto dischi validi ma… all’altezza del loro passato?

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