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Riccardo Osti

Foreigner – Acoustique, ovvero: 35 anni di carriera e avere ancora delle cose da dire

Riccardo Osti ha postato questo articolo il 24/09/2011
Rock + Pop Video //

Tocca a Kelly Hansen spegnere la candelina dei 35 anni dei Foreigner. E che regalo per Mick Jones e i suoi fan…!

Diversi gruppi musicali hanno raggiunto i 35 anni di carriera e i Foreigner sono tra questi fortunati; e fosse solo per questo, l’evento non sarebbe particolarmente eccezionale. Ciò che rende la notizia degna di plauso è che la band di Mick Jones a quest’età ci è arrivata attraverso momenti particolarmente difficili, spesso con lo spauracchio del definitivo scioglimento, soprattutto dopo l’abbandono di quel grande vocalist che è Lou Gramm. Già, difficile rimpiazzare uno che l’AOR l’ha indelebilmente segnato con prestazioni vocali d’eccellenza, nobilitando canzoni già di per sé di elevata caratura artistica. Così, c’è voluto qualche annetto e, soprattutto, l’arrivo di Kelly Hansen a riportare i Foreigner a livelli competitivi, con un entusiasmo completamente rinnovato e un album, “Can’t Slow Down”, all’avanguardia e, contemporaneamente, aderente ai canoni classici del melodic rock (canoni che gli stessi Foreigner hanno contribuito in maniera inequivocabile a dettare).

Ma c’era ancora una prova che Kelly Hansen doveva superare: lo spettro di Gramm affrontandolo sul terreno di quei classici che segnarono la storia della band e del genere a cui appartiene. Pertanto, quale occasione migliore per rispolverare canzoni storiche come “Juke Box Hero”, “Double Vision”, “Cold As Ice”, la title-track, “Say You Will” in chiave unplugged per rendere ancora più complicato il lavoro al buon Hansen e per ricordare ai più giovani estimatori dell’AOR che la storia passa soprattutto attraverso questi momenti musicali.

Ebbene, prova ampiamente superata, in virtù di una performance che rende il primo dei due CD appetibile per chiunque e che spazza via ogni dubbio sull’erede più convincente di Lou Gramm. Anche il secondo CD vede alla prova Hansen con rifacimenti di classici del gruppo in versione ‘elettrica’ riarrangiata, classici in parte appartenenti anche alla scaletta del primo CD, in parte, come la famigerata “I Wanna Know What Love Is”, inediti in questa veste rinnovata. Tra le due realizzazioni, risulta certamente più affascinante quella acustica, la quale fa emergere ancora meglio la natura melodica dei brani e mostra palesemente le capacità vocali di un Kelly Hansen privo di timori reverenziali e che mette in campo un’esperienza e una preparazione invidiabili; tutto questo al servizio di una band che non possiamo far altro che ringraziare per i momenti di squisitezza musicale che ha saputo donarci.

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