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Andrea Costanzo

Anthrax – “Worship Music” : il grande tonfo

Andrea Costanzo ha postato questo articolo il 23/09/2011
Featured Metal + Punk Video //

Questa volta, pur tentando di mantenere comunque la mia inflessibile gelidità da scribacchino, ci sono cascato anch’io: gli Anthrax mi hanno spezzato il cuore.

Li ho amati troppo. Fin dall’alba del thrash, quando i chitarroni a grattugia erano al picco della gloria e baldanza, quando non si parlava tanto di “Big Four” ma di scuole separate di thrash e ogni band sfornava almeno un capolavoro a testa, gli Anthrax per me hanno sempre avuto una marcia in più. Sia nell’esordio iperveloce di “Fistful Of Metal”, uno dei primi lavori del genere che acquistai fiducioso dal mio rozzo negoziante di fiducia (“Ma questi sono tipo i Metallica?” “Sono meglio…”), sia nella gioia pura di “Spreading The Disease” (un disco che tutt’ora mi fa venire la pelle d’oca) e anche, e molto, nei loro anni con John Bush.

E seppure la loro reunion con Belladonna mi avesse lasciato un po’ perplesso (le reunion di questo tipo sono raramente portarici di esiti positivi), soprattutto considerando che ritengo tutt’ora che con Bush, glia Anthrax fossero entrati in uno stato di grazia, avevo dato loro il beneficio del dubbio.

Vero, la debacle improvvisa del cantante fantasma Dan Nelson, puzzava di band inc risi. Vero, il nuovo singolo “Fight Them Till You Cant” era divertente ma suonava come qualcosa che una band avrebbe relegato come b-side. Vero, dal vivo rendevano ma la prestazione di Belladonna era più scenica che effettiva, dato che perdeva fiato e voce ogni tre minuti. Ma si trattava pur sempre degli Anthrax, una band che era sempre riuscita a produrre metal che abbinava palle, intelligenza e diveritmento. Scott Ian, un chitarrista geniale e un songwriter con la S maiuscola. Non poteva andare male. Anche un disco non eccelso come “We Have Come For You All” avrebbe potuto andare bene, anzi benissimo.

Eppure è andata male. Molto male.

“Worship Music” non è un disco mediocre, è proprio brutto. Molto, molto brutto. Un’accozzaglia di riff assemblati a casaccio, di canzoni composte di fretta e senza interesse che paiono scarti. Un mucchio di tranci riciclati che non lascia minima traccia di sè o addirittura irrita. E la ciliegina sullo sterco è proprio Belladonna.

Il singer è letteralmente e udibilmente stato piazzato all’ultimo su pezzi che non sono stati scritti per lui. Non c’entra nulla col sound, canta a casaccio, disinteressato e fiacco. E man mano che le tracce proseguono, la sua presenza accenuta gli errori, rendendo canzoni che sarebero state semplicemente sciatte, di una bruttezza grottesca.

Ascoltare “Worship Music” è stato un tour de force per me. Raramente ho desiderato così tanto mollare un album a metà. Forse solo “St Anger” ebbe quest’effetto. E allora rest In Peace, Anthrax. E che il vostro epitaffio non sia quel’aborto chiamato “Revolution Screams” che avete messo in chiusura del disco.


 

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