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Use Your Illusion compie 20 anni: grazie Guns, è stato bello fin che è durato

Francesco Eandi ha postato questo articolo il 21/09/2011
Audio Featured Metal + Punk Rock + Pop Video //

Il 17 settembre del 1991 uscivano, in contemporanea, i due “Use Your Illusion”: un mastodontico canto del cigno discografico – ma questo noi ancora non lo si sapeva – cui sarebbe seguito un altrettanto mastodontico tour, cui sarebbe infine seguita la dissoluzione dell’ultima, vera, autentica, fottuta band-da-stadio che la storia del rock, fino ad oggi, ricordi.

Oh, beh, certo, nel ’93 i Guns N’ Roses pubblicarono un disco di cover, “The Spaghetti Incident?“, in qualche modo giustificati dopo che appena due anni prima avevano dato fondo a tutta la bulimica loro vena creativa partorendo un doppio; ma salvo rare eccezioni, non so voi, ma i dischi di cover io li considero come dei più o meno piacevoli gingilli con cui ingannare il tempo tra un disco da studio e l’altro.

Ecco, il problema fu essenzialmente l’altro. Perchè il disco di inediti successivo ai due “Use…” si chiamava “Chinese Democracy“, ovvero il parto più lungo della storia del rock: 17 anni – uscì nel 2008. Pare che Dante abbia scritto la Divina Commedia in soli 7 anni, e senza nemmeno licenziare un chitarrista. Perchè l’altro punto è proprio questo: date un’occhiata alla formazione attuale dei Guns: ma chi è ‘sta gente? Richad Fortus? Ron Thal? DJ Ashba? E’ come quando il vostro telefilm preferito cambia tutti gli attori protagonisti: ehi, dov’è il capitano Kirk? E Spock? Ma chi è ‘sto pelatone? Fuori dalla Enterprise!

Per cui, con una mano sulla coscienza, bisognerebbe avere il coraggio di riscrivere la pagina di Wikipedia: “I Guns N’ Roses sono stati l’ultima rock band globale, e lo sono stati a cavallo degli anni ’80 e ’90. Con il doppio ‘Use Your Illusion’ chiusero una rapida, ma intensa e gloriosa carriera”.

Tutto il resto, e mai Califano sarà più citato a ragione, è noia: gli isterismi di Axl Rose, gli sfanculamenti di Slash, gli improbabili supergruppi con altre celebrità in declino (il riferimento è ai Velvet Revolver), la girandola di musicisti che entrano ed escono nella band che dei tempi d’oro conserva solo il nome e un cantante dall’ego ipertrofico e i capelli tinti.

Eppure, eppure, eppure… questo non ci deve far dimenticare che disco, anzi, che dischi, furono i due “Use..”, ragion per cui ancora se ne parla a 20 anni di distanza: la summa di una band, e il distillato di quarant’anni di rock’n'roll – Aerosmith, Rolling Stones, Rose Tattoo, AC/DC, New York Dolls. A fronte delle trenta canzoni distribuite su due album, questa è la mia personale playlist del meglio del loro meglio.

1. Dust n’ Bones: tutte le radici blues dei gunners sono qui.

2. Bad Obsession: altro pezzo blueseggiante, irresistibile e stradaiolo. L’armonica è suonata da Michael Monroe (Hanoi Rocks).

3. Double Talkin’ Jive: firmata dal solo Izzy Stradlin (la cui mano è anche quella principale su Bad Obsession). Chitarrista ritmico del combo e sottovalutato, ma eccellente, songwriter.

4. November Rain: più che la canzone, è il video. Il glam si sublima in purissimo kitsch: Axl si sposa, Slash dimentica gli anelli, la festa di matrimonio, improvvisamente la pioggia (di novembre?), la bara con la sposa, Slash che sale su un pianoforte ad un concerto della band ed esegue l’ultimo dei tre assoli della canzone. Quasi un corto metraggio, che si chiude su un Axl piangente sotto la pioggia (di novembre!) e un mazzo di rose appoggiato sulla bara di metallo. Federico Moccia ringrazia.

5. Civil War: un manifesto (?) pacifista che dimostra come i Guns sappiano tirare fuori da un abusato giro di accordi in minore un gran pezzo a forza di interpretazione e un ritornello killer.

6. Get In The Ring: doveva essere una dimostrazione di quel che erano i Guns dal vivo, se non fosse che tutti i cori della folla che si sentono sul pezzo sono stati sovraincisi sulla traccia registrata in studio. Probabilmente il pezzo è nel Guinnes dei primati per il numero di “fuck you” e derivati che vengono snocciolati in poco più di 5 minuti di canzone.

7. Pretty Tied Up: altro pezzo di Stradlin. Street rock!

8. So Fine: scritta da Duff McKagan – per altro non particolarmente prolifico – e dedicata a Johnny Thunders dei New York Dolls.

9. You Could Be Mine: oltre che un gran pezzo, è anche la colonna sonora di Terminator 2. Ah, e indovinate? il pezzo è a firma Stradlin. Con Axl Rose per le liriche.

10. Don’t Cry: non tra le cose migliori dei Guns, ma sicuramente la colonna sonora di alcuni milioni di adolescenti dell’epoca. Non so perchè, ma preferisco questa versione (con le “alternative lyrics”) presente sul secondo UYI rispetto alla versione presente sul primo.

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