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Enrico Gregorio

Gente che vale la pena ascoltare: Fennesz a Torino, stasera!

Enrico Gregorio ha postato questo articolo il 07/09/2011
Audio Rock + Pop //

Fennesz, l’alfiere viennese del laptop-gaze sarà questa sera (7 settembre) al Blah Blah di Torino (via Po 21), in una delle tante serate ufficiali MiTo. Christian Fennesz, classe 1962, è un nome di punta di quell’elettronica eterea e pulviscolare sporcata con il glitch, caratterizzata da ipnotici drone di chitarra. Un disco su tutti, quell’ “Endless Summer”, che se non ci pensava lui a partorire, sarebbe potuto nascere solo dall’incontro in studio di Brian Wilson e Brian Eno (per affinità che non hanno niente a che vedere con l’omonimia).

Il celebrato, imitato, e apprezzato Fennesz arriva a Torino per sonorizzare (come si faceva ai tempi del muto) il film “Berlino: Sinfonia Di Una Grande Città”, primo film che ha per protagonista assoluta una città, girato nel 1927 da Walter Ruttmann. Oltre che per il suo primato nella storia del cinema, “Berlino: Sinfonia Di Una Grande Città” rappresenta un documento di un’epoca controversa: gli anni ruggenti e la cultura mitteleuropea olografati al loro massimo splendore e ben lontani dal disastro economico che di lì a poco cambierà il mondo, in cui  vengono ripresi i diversi quartieri della città alla stessa ora per mostrarne l’identità; c’è posto per la celebrazioni dei moderni mezzi di trasporto (auto e treni) che mettono in contatto e modificano radicalmente il ritmo della vita dei cittadini. Un obiettivo sul mondo simile a quello della fotografa di Life Margaret Bourke White che in America proprio in quegli stessi anni stava raccontando l’orgoglio dei progressi tecnici, celebri le foto che la raffigurano sul Empire State Building in costruzione armata di macchina fotografica a soffietto, sfidando l’altezza. Una visione pioneristica e insieme decadente che non si accorge del baratro vicino cui si trova offre più di uno spunto di riflessione sui nostri tempi, in poche parole.

Ma più di ogni altro motivo, l’evento merita per la possibilità di sentire dal vivo le nebulose elettroniche del viennese che aggiornano le intuizioni di gruppi come gli Jesus And Mary Chain e prosegue la corrente sperimentale degli anni settanta (di cui Robert Fripp fu una delle icone), dove si sperimentava con i nastri magnetici e la chitarra…

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