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Brutti, sporchi e cattivi: quanto ci piace la Relapse Records…

Nico Segantin ha postato questo articolo il 17/09/2011
Audio Featured Metal + Punk //

Una delle etichette madri per il metal estremo e, normalmente, di qualità, ritorna dopo un restyling al proprio sito (ed un sensibile ritocco verso l’alto delle spese di spedizione del mailorder!) con tre rilevanti uscite: Toxic Holocaust, Revocation e Tombs. E altro che canzoni d’amore!

I primi sono sicuramente i più semplici da trattare. Il leader indiscusso Joel Grind, ha finalmente deciso di dare alla sua creatura una forma più definita accogliendo finalmente dei membri ufficiali a suonare ogni brano e sterzando sensibilmente verso il lato oscuro del genere da lui finora proposto (notare anche il cambio del logo e la dea greca Ecate che campeggia in copertina di questo “Conjure and command”). Accumunati al filone retro- thrash, capitanato dai divertenti Municipal Waste, i Toxic Holocaust continuano a muoversi su quelle coordinate: thrash a rotta di collo, cantato caustico e cartavetrato, con qualche venatura oscura. Niente di nuovo, ma funziona perfettamente: se cercate un gruppo che rimetta in discussione i dogmi del genere rivolgetevi altrove, altrimenti i dubbi sul riciclo di musica sporca lasceranno spazio ad uno sfrenato mosh già dal secondo ascolto.

L’altrove citato in precedenza risiede tuttavia nella stessa etichetta perché i Revocation, a dispetto del loro logo e della copertina che sanno di metal ultra-conservatore, spingono avanti il percorso fulminante intrapreso col precedente lavoro, dando alle stampe “Chaos of forms”, probabilmente uno dei dischi metal dell’anno. Dotati di una ottima padronanza tecnica, di una personalità spiccata e presente, lasciano alle spalle ogni indugio e si lanciano verso il futuro fornendo un’indiscutibile dimostrazione di quello che sono in grado di fare, ovvero uno riuscitissimo ibrido death/ thrash metal dall’elevato tasso tecnico ed aggressivo (memore certamente della lezione impartita da Chuck Shuldiner e dagli Atheist, per citare un paio di esempi) che non disdegna passaggi più smaccatamente aderenti al metal classico e neppure sterzate melodiche perfettamente contestualizzate. Da applausi a scena aperta.

Chiude il trio il terzetto newyorkese Tombs che, come succede spesso, evolve dalle proprie origini hard core verso un suono decisamente più tetro e personale, che accoglie tra i propri numi tutelari il black metal e i momenti più tetri di un gruppo fondamentale come i Killing Joke. Se nel caso del loro primo lavoro sulla lunga distanza potevano essere sollevati dubbi di sorta circa la loro proposta, già interessante, ma non del tutto convincente, con il nuovo “Path Of  Totality” questi dubbi sembrano totalmente svanire all’orizzonte. Il disco convince per intensità e coinvolgimento, nel suo incedere grigio, impenetrabile e, a tratti, monolitico, evocando tetri paesaggi intrisi di buio, nebbia ed inquietudine: veramente ben fatto e anche decisamente accattivante nella veste estetica, se vi potete permettere la lussuosa e curatissima versione in doppio vinile.

Per tutti gli altri occorre ricordare che la Relapse ha aderito a Bandcamp e che buona parte del suo catalogo è ascoltabile in streaming e scaricabile legalmente a partire da poco più di 7€ a disco presso l’indirizzo:  http://relapserecords.bandcamp.com/ !

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