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Andrea Costanzo

Esplosione Acida: come L’Heavy Rock Fricchettone salvò il mondo (o quasi)

Andrea Costanzo ha postato questo articolo il 18/07/2011
Audio Featured Metal + Punk Video

Ho prestato parecchia attenzione ai report di chi è stato presente all’ultima edizione del MIODI festival, dove, tra qualche nome di culto e altri meno, si è riusciti a creare un evento molto vicino ad altre meraviglie europee. E con molto piacere ho constatato che, nonostante l’organizzazione di festival non-mainstream in Italia sia difficoltosa e lacunosa, la scena italiana heavy rock /sludge / heavy psych sembra avere una forza in crescendo.

Per spiegare ai neofiti: con heavy rock, gli appassionati solitamente intendono quella musica fortemente ispirata a Black Sabbath, Cream, Blue Cheer e Hendrix che parte dal blues rock, dalla psichedelia, il kraut rock e l’improvvisazione da palco per mutare in una sorta di calderone esagitato dove c’è di tutto e di più. Ne fan parte nomi noti e diversissimi come Kyuss, Neurosis, Down, Corrosion Of Conformity. Pure, agli inizi, gli Oneida. Nomi diversi e quasi incompatibili ma uniti da un filo comune.

Chi non segue questo sound con l’ossessiva devozione dei suoi appassionati, probabilmente penserà che stia parlando turco o che si tratti di un fenomeno per quattro gatti barbuti con magliette degli Eyehategod. Ma come viene dimostrato da quel fenomeno chiamato Roadburn - se c’è un festival che gli USA invidiano all’Europa è proprio questo -, di fan ce ne sono, e soprattutto sono molto appassionati, nonostante parlare di sludge sia di quanto di meno trendy esista nel mondo musicale. Il Roadburn Festival, che si tiene ogni anno in Olanda e richiama il meglio della scena mondiale, è totalmente indipendente, organizzato “in famiglia” (in maniera non lontana dal MIODI) eppure raggiunge il sold out in una ventina di minuti scarsi. Ovvio, l’Italia è ben lontana da qualcosa di simile, ma la quantità di show che stanno spuntando come funghi nel nostro territorio, ad opera di promoter coraggiosi e band che solitamente nel nostro paese non avrebbero mai messo piede, dà speranza.

Le ragioni che mi fanno sperare sono molte: gli stili che il genere copre, al contrario di quanto molti pensano, sono quasi infiniti e variegatissimi. Le label ed i festival che si occupano del sound, fagocitano dalla psichedelia elettrica a volumi inenarrabili degli Earthless a band brit-folk dove l’amplificazione non si vede come i Comus, passando per trovate impensabili per ambienti più attenti alla vendibilità del prodotto, come il disco dei Phurpa, ensemble di cantato tibetano esclusivamente vocale e meditativo, lanciati recentemente dal guru Stephen O’Malley. Ed è incredibile vedere come chi ama la “scena” acquisti ogni release dove si possono mettere le mani. Acquisti reali, puntati a supportare le band, puntati al possedere album come oggetti fisici e venerati. E band che pubblicano i propri album su realtà come Bandcamp, dove di fronte alla scelta del “pay what you want”, i fan scelgono di dare loro una mano e andare ai concerti, alimentando la sopravvivenza del sound.

Un documento splendido di questa scena è il documentario “Such Hawks Such Hounds”. Puro esempio di etica DIY, distribuito indipendentemente, e diventato un cult tra gli appassionati, mostra come il sound heavy psych sia quasi un’esperienza. Concerti radicalmente differenti tra loro ma accomunati dall’idea del suonare dal vivo come benzina della musica. Band che non hanno illusioni di gloria ma vivono per ciò che suonano e non lo abbandonerebbero per nessun motivo. Artisti (tra cui il nostro collettivo Malleus, di cui si è parlato qui) che hanno preso questo suono e gli hanno dato un volto.

Tutto così lontano da quella cosa statica e fredda che intendono i giornalisti quando parlano di “stoner”. Un sound vivo e amato da fan che lo considerano parte della propria vita. Chi sa, viste le premesse del MIODI e dello Stoned Hand Of Doom, forse vive anche qui. Le band ci sono (nome su tutti, i grandiosi Zippo), ora quel che bisogna metterci è l’ascolto. Fate un tentativo, penso ne valga la pena.

Per incoraggiarvi, ecco qualche track di band esclusivamente italiane per farvi un’idea di quanto florida la scena sia nel nostro paese:

Zippo “Caravan To Your Destiny”
L’Ira Del Baccano “Doomdance”
Misty Morning “Astrosarcophagus” 
Black rainbows “Himalaya” 
Viscera “Keep On Bluesing Through The Stars”

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