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Giulio Anichini

Rock in Roma 2011: io, i Dream Theater, i Gamma Ray e un iPhone (+ video)

Giulio Anichini ha postato questo articolo il 14/07/2011
Featured Metal + Punk Video //

Anathema, Gamma Ray e Dream Theater visti da sotto il palco e con tanto di iPhone a disposizione, incaricati (io e l’iPhone) di fare foto e video decenti.

Tre nomi, tre veterani del metal – anche se un accostamento più bizzarro sarebbe stato difficile trovarlo. Sui primi non mi pronuncio perché, come sempre, arrivo in ritardo: sono finiti i tempi del “mi metto in coda alle nove del mattino per stare davanti” – ora si lavora fino alle sette e mezza, quindi il concerto (ahimé!) aspetta.

Sui Gamma Ray due parole vanno spese. Li avevo lasciati ai tempi di “Powerplant” (1999) e da allora non ho più avuto il piacere di vederli live. Eppure da allora non sembrano cambiati di una virgola. Freschi, vitali, retorici, scontati e divertenti quanto basta, più o meno in egual misura. “To the metal” come unico estratto recente, per il resto scaletta che più prevedibile sarebbe difficile (“Somewhere Out in Space”, “Gamma Ray”, “Rebellion in Dreamland”) – e che include anche la nostalgica, helloweeniana “I Want Out” a farci ricordare i tempi in cui il power riempiva gli stadi.

Cambio palco a velocità luce. Finiti, per fortuna, anche i tempi in cui questa procedura durava due ore: adesso il comune sbraita e gli orari si rispettano al millesimo.

Ore 21:45 esatte (come da programma), parte un sottofondo sinfonico di archi, percussioni e fiati che nemmeno ad un concerto dei Dimmu Borgir. E invece sono i Dream Theater – sia pure orfani di Mike Portnoy. Ci pensa il classicone “Under A Glass Moon” a portarci nell’atmosfera giusta. LaBrie parte opaco (pezzo infame per aprire – nel video potete anche sentire una discreta stecca) ma va in continuo miglioramento, offrendo il meglio su “Caught in a Web” dove sembra tornato quello di un tempo.

Questo tour è chiaramente una prova generale sia per Mangini che per la band; lo dimostrano un paio di toppe clamorose (Petrucci che parte da solo su “Fatal Tragedy” e gli altri che lo osservano stupiti) ed alcuni peculiari rallentamenti di tempo. Per il resto, il nuovo drummer si è fatto da subito adorare – vedi il funambolico assolo di batteria:

Setlist che prevede esattamente una canzone per album dal 1989 (“The Ytse Jam”) al 2011 (il nuovo singolo “On the Back of Angels”), passando per alcune perle da tempo assenti in sede live, quali “Peruvian Skies” e “The Great Debate”. A conti fatti un signor concerto; o almeno così giudicato da chi non ci avrebbe scommesso un euro.

Lezione appresa sull’iPhone 4: farà anche delle foto spettacolari in macro e con la luce giusta, ma per il prossimo concerto si torna alla classica reflex. Di fatti – avete forse visto delle foto in questo post?

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